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il fratello greem

Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette!
February 20

a proposito dei nuovi acceleratori (discussioni, riflessioni e consapevolezza. what else?)

fabio 1.0
- sai, amore, lo so che non è proprio il momento ideale poichè in questo periodo, che ancora non riesco ben ad identificare in quanto potrebbe tanquillamente essere il premestruale, il mestruale o il postmestruale, o anche il momento esatto in cui potresti rimanere incinta... no, scusa, tesoro, lo so che assolutamente non dobbiamo avere un bambino, no, amore, non vuol dire che non voglio un bambino da te, sei l'unica con cui lo farei, ma non il sesso, solo il bambino, anzi se ci fosse un modo per fare l'amore senza fare l'amore... no, ma che hai capito cucciolo, certo che mi piace fare l'amore con te, e con chi sennò... no, con nessuna mai se non con te, anzi proprio a questo proposito stavo pensando, visto che siamo a casa da soli soletti, fuori piove, non c'è nessuno degli amici, abbiamo il telefono staccato e.. sì, lo so c'è il cellulare, ma se per caso non rispondi? ok, ok piccola scorzettina d'arancio d'estate, lo so che se ti cercano devi rispondere, il telefono c'è per quello, e con questo non voglio assolutamente pretendere che mentre siamo accoccolati ad ascoltare il nostro respiro tu non possa scattare in piedi e correre a rispondere. lo sai che per me puoi fare quello che vuoi, perchè quello che vuoi tu è anche quello che voglio io, ma proprio a proposito di quello che voglio, stavo pensando che magari, dopotutto potremmo un po', ma solo un po', giusto cinque minuti fare un po' di ehm... no, tenera foglia di mirtillo acerbo, non voglio dire che il tempo che ho voglia di dedicarti è così poco, è che magari se ti annoi o se non ti piace, o se non riesco a conivolgerti o se non riesco a far sì che ti lasci andare probabilmente è solo colpa mia. anzi, sai che ti dico, prendo la macchina, così finalmente ti compri quegli stivali che volevi, ok?
 
fabio 2.0
- ti va di scopare?
January 23

you wish I was here...

come dire che la pazienza...

no. niente. ma non è stata colpa mia. tanto per citare le cavallette, baby.

October 30

pronomi

il greem rimane intrappolato nell'inganno facebook, violando i proprio segreti, facendo la conta degli amici, andando alla ricerca delle ex per scoprire come sono diventate (e pure per farsi qualche pippa di fronte alle loro foto), il tutto usando il proprio nome, compromettendo così ogni credibilità professionale.
il tutto rigorosamente in terza persona singolare.
September 27

pompinus maximus (post v.m. 14 anni, no vabbè, facciamo 13)

"Questo tipo di stimolazione, che può portare all'orgasmo e all'eiaculazione, non è per forza dovuto alla suzione come si può pensare, ma più sovente allo stesso meccanismo del coito genitale: il partner stimola il glande con labbra e lingua, in genere tenendo fermo il pene con la mano o accarezzandolo, coinvolgendo eventualmente nell'azione anche i testicoli. A questo si aggiunge il profondo coinvolgimento psico-emozionale." [wikipedia]
 
potremmo senz'altro aggiungere che, dopo numerose ricerche, esperimenti e indagini sul territorio, il momento che fa di un pompino [ok, non è poetico ma è più sincero di sesso orale e simili] un grande pompino è la sua conclusione. l'insensibilità e la superficialità connaturata nell'uomo lo porta a perdere di vista tutte le attenzioni e i particolari che qualunque donna (o uomo, a voi piacendo) si concede durante l'amato atto, stracciafottendosene di tutto quello che il partner si possa inventare, dal pearcing sulla lingua al cantare, nel mentre, stornelli romaneschi. si va dritti all'obiettivo. ed è proprio l'obiettivo, la chiusura, il finale, il momento topico, quello che riporta l'uomo alla ragione e, proprio grazie a questa razionalità, diviene capace di dividere in quattro categorie l'attimo orgasmico pompinale:
1. il cheers. il più amato e il più apprezzato rimane il deglutimento. non ci sono dubbi che in termini psicoaffettivi sia la manifestazione di maggiore fiducia in assoluto, oltre a generare un piacere che non finisce al momento dell'eiaculazione, senza escludere l'alto valore proteico della sostanza [il liquido seminale contiene acqua, piccole quantità di sali minerali, proteine e zuccheri. sempre wikipedia] oltre che la praticità di ritrovarsi lindi e pinti alla fine della questua.
2. la pompippa. tra le pratiche prive di deglutimento la più in uso è il finale/non finale. nel momento clou va via la bocca e concludono le mani. è un momento particolarmente difficile da gestire e il partner deve essere in grado, senza soluzione di continuità, di sostituire la fonte di piacere senza scossoni per il fruitore del servizio. molto in uso tra sconosciuti. lecito e gradito anche al primo appuntamento.
3. il pasteggiamento. trattasi di una feroce illusione che avvolge il detto fruitore. è uno stile che genera altissime aspettative e rimane poi scomodo se non si ha una visione serena del proprio corpo e dei liquidi che si mescolano e si distribuscono. nell'esplosione seminale il partner accoglie con altissima professionalità tutto ciò che riesce ad accogliere e quando ormai il povero fruitore comincia a godersi la parte razionale dello spompinamento, si accorge di un netto cambio di rotta. tutto ciò che pensava di aver dato se lo vede rispedito al mittente, vivendoselo spesso come un rifiuto di ciò che lui generosamente aveva offerto. ancora una volta il partner può essere in grado di confondere il fruitore con abili tecniche, ma solo se si ha una buona esperienza e la si utilizza con chi non è altrettanto esperto. ideale per gli universitari.
4. il boccasana. tutto si svolge come la pecedente, con una variante finale: il partner accoglie quello che c'è da accogliere, si alza, va in bagno e sputa il tutto rumorosamente. si lava i denti e fa un paio di gargarismi col colluttorio. torna ridendo e vi abbraccia come se non si fosse mai mossa da lì. per questa ci si riprende solo con una psicoterapia.
September 03

gli effetti del caro-benzina

il sudore è stato spasmodico. quasi un fiume, che dall'appia antica portava fino a via di acqua donzella. la sofferenza inizia da qui, insieme al pensiero del motorello abbandonato in vie ignote. e da qui c'è stato un motorino in prestito per chiudere le pratiche e aprire le ferie, c'è stato un poderoso camminare tra poderosi culi (ne mancava solo uno) che ti insegnavano che gli anni settanta fanno revival sia nel duemilaotto sia dove si sono fermati agli anni ottanta. ci sono stati una marea di piselli e nemmeno una tetta nell'acqua a 38°, e tante tette ma tutte pericolose per via di strani signori fumatori di sigari, e si è potuto fumare poco perchè se gli altri mangiano, gli altri si incazzano se fumi loro in faccia. il sudore è proseguito anche quando ci si rifocillava alla fonte della vita gellert, perchè il nazista con la pistola alla tempia ci intimava di continuare a camminare, inducendoci ad immaginare frotte di autobus e tram senza che potessimo servircene. e così si è potuto scoprire che il latinoamericano fa schifo anche nell'est europa, e anche lì è un ricettacolo di gonnelle, toppini, treccine sudate e rum di scarsa qualità. e tante, tante fighe. c'è inoltre la fatica di un fiume che non è il tevere ma è cinque volte il tevere e di un'isola che non è l'isola tiberina ma che è cinquanta volte l'isola tiberina, e l'isola margherita e il ponte delle catene come traguardo di qualcosa che non era ben chiaro e, devo dire, non è chiaro ancora oggi, tranne che per l'emozione di vivere un qualcosa a metà tra the blair witch project e un film di vanzina. e poi finalmente si chiudono le gestalt, e mattia non potevo immaginare di rivederlo così presto, e neanche di scoprire come una città possa essere diversa di giorno e di notte. e di giorno si suda e di notte neanche un po', anche se sarebbe stato meglio il contrario e per varie ragioni. poi c'è pure il sole del sud, c'è pure il lido che ha dato i natali al friol, c'è un paese in lucania per risuscitare la vita e ammazzare la noia (sì, in lucania, mica las vegas). c'è un i-pod e vari libri, c'è la scoperta dell'intimismo spinto che un giorno darà dei frutti. e poi c'è il rientro, e il sudore non è più stato il camminare ma lo stare fermo, nell'umile abitacolo grigio metallizzato e i 38° erano in aria e non in acqua. e in tutto questo c'era un unico pensiero. il piccolo mal curato motorello agonizzante. fino a quando, dopo aver triturato i coglioni con martellante ripetitiva pazienza da rilegatore di sacre bibbie del trecento a tutti i parenti, amici e conoscenti, e pure a qualche pover uomo al semaforo mentre ti lavava i vetri, sottolineando l'urgenza di riparare il tutto prima del ritorno a un caos degno di questo nome, finalmente ce la fai a portarlo, sempre con sudore e spalle strette, al meccanico che già sai che ti inculerà. perchè i meccanici per antonomasia sono ladri e mendaci. ma ci sono volte in cui la menzogna sarebbe stata salvezza per autostima e dignità. e invece... l'amara, maledetta, infame e terribilmente offensiva verità.
la telefonata che ti dice: non era il carburatore. eri rimasto senza benzina. fanno 50 euri.
...'fanculo.
 

fabio

la malastrada è quella lastricata di cattive intenzioni, quella battuta soprattutto dalla bellezza e dalla voracità.
la malastrada è sterrata e non finisce, non piace a chi non l'ha calcata, ma una volta vista, annusata, calpestata, se ne diventa avidi.
e non ha nulla dell'oro, se non l'abbagliante certezza di non inventare nulla.

per questo greem è fratello, di se stesso, e di tanti altri.
ad majora
blog spot (ovvero ciò che incontro e avidamente prendo)