<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://malastrada.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2fmalastrada.spaces.live.com%2fcategory%2fla%2bcoscienza%2bdi%2bgreem%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>il fratello greem: la coscienza di greem</title><description /><link>http://malastrada.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&amp;_c=BlogPart&amp;partqs=catla%2bcoscienza%2bdi%2bgreem</link><language>en-US</language><pubDate>Thu, 04 Sep 2008 19:13:13 GMT</pubDate><lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2008 19:13:13 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><cf:parentRSS>http://malastrada.spaces.live.com/blog/feed.rss</cf:parentRSS><live:type>blogcategory</live:type><live:identity><live:id>-1737345680601508866</live:id><live:alias>malastrada</live:alias></live:identity><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>oggi più che mai</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!712.entry</link><description>&lt;div&gt;sapete dove dovete andare. perchè davvero volevate farci credere che tutto ciò avesse un senso. no, perchè non ci aveva creduto nessuno. tranne chi tutto questo aveva pensato. no, perchè sembra che i bimbi abbiano avuto ragione. sembra che i grandi non avessero considerato che il clown non avrebbero fatto ridere. e così i bimbi non si interessano a lui. ehi, ma chi siete? chi volete farci credere di essere? ma davvero pensavate che si poteva far finta niente? davvero pensavate che uno stupito e stupido simbolo potesse farci ignorare l'indulgenza mostrata, il benpensantismo spinto, l'inarroganza manchevole, contemporanea all'arrivismo spicciolo, al decrepitismo armato e l'involgarimento piazzista? con chi credete di avere a che fare? noi siamo quelli che vi abbiamo già votati. non dovevate conquistarci. dovevate coerentarci. perchè non si può fuggire da ciò che si è volutamente costruito, nell'animo e nell'illusione della gente. io vi volevo bene. in senso romantico. romance. di un bene che si misura con l'offesa subita e la lotta oltranzista ad ogni decategorizzazione. e oggi non piango, godo di una misfatta, e il mio godere di morettiana memoria non lascia spazio a scuse, a paure, a incongruenti violacee bontà. io tremo per il mio futuro. e fremo per vedere cosa accadrà. come me la sbrigherò, oggi, che non c'è nessuno che ha la mia voce nel palazzo del potere? come mi vorrò bene da solo? e tu? davvero credevi di convincermi in compagnia di quelli che prima erano gli altri e poi gli altri siamo noi e poi di nuovo non siamo noi quelli che prima eravamo noi? nell'orfanotrofio sociale c'è spazio solo per naoto date. e non vedo l'ora che arrivi. per il momento è solo una maschera di tigre in tivvù. inutile pietismo da chilhavisto, inutile estremismo da teleroma56. oggi non c'è una sola parola da dire, e se anche se ne dicesse una, non farebbe contento nessuno. oggi ognuno di noi sa dove vorrebbe andare. oggi io so, ma lo sapevo anche ieri, dove mandarvi. è ora di andare. chè si fa presto a parlare delle fabbriche dei cancelli, dei progetti creati troppo in fretta, dei progetti degli altri troppo manipolativi. oggi quello di cui non si parla è quello di cui si parlava ieri. un sabato passato a sentirmi dire che libertà è partecipazione. un lunedì a scrivere che qui, oggi, adesso, in questo preciso momento storico, non c'è nulla a cui prendere parte. sono di parte. sempre la stessa. non cambio nome. non mi piace. non lo voglio. per tutto il resto, non basta la parola. la mia voce parla per me. ma passa dal mio retto.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+oggi+pi%c3%b9+che+mai&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!712.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!712.entry</guid><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 23:16:43 GMT</pubDate><slash:comments>11</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!712/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!712.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-04-14T23:16:43Z</dcterms:modified></item><item><title>colpisco un po' a casaccio</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!576.entry</link><description>&lt;div&gt;quando ero piccolo m'innamoravo di tutto, correvo dietro ai cani. e non capivo bene cose volesse dire il mio amico dagli occhi storti con quello strano ciondolo, e con un segno che mi sembrava contadino. avevamo il grano di fronte a casa e ci correvamo in mezzo. quando ero piccolo m'innamoravo di tutto e credevo di poter fare delle cose, in realtà non erano cose. era cambiare il mondo. quando ero piccolo ho cominciato a parlare, a vedere qualcuno, a cercare di capire cos'era quella foga, cos'erano quelle bancarelle, con sopra gli oggetti colorati e la pasta e fagioli. quando ero piccolo m'innamoravo di tutto e ho scritto sui muri della mia scuola che qualcosa non andava, che serviva di cambiare. ho suonato e cantato e le persone che mi stavano di fronte cantavano con me che c'era la notte crucca e assassina. e con i capelli lunghi, e una maglia in vita credevo che ciò che era importante era esserci. quando ero piccolo m'innamoravo di tutto e ho discusso con mio padre, che diceva che lui sì che aveva fatto il '68, che i fascisti veri erano quelli che incontrava lui, e non quelli addosso ai quali sputavamo noi, che non sarebbe servito a niente, che tutti rubano alla stessa maniera. ma per me era davvero un modo per chiudersi nelle case quando veniva la sera. quando ero piccolo ho urlato e manifestato,  avevo gli anfibi e la maglietta del che, e il poster del che, che era un idolo ed il senso stesso della parola rivoluzione. e nella rivoluzione ci ho creduto. che sarebbe arrivato il momento, che io ero pronto. ero ancora piccolo e ho creduto che una buona rivoluzione fosse quella da coltivare quotidianamente, e non ho mai creduto alle bombe, o meglio, avrei voluto non credere alla loro esistenza, ma poi ho scoperto che così non era. e allora ho continuato ad innamorarmi di tutto, di una falce, un po' spuntata, e di un martello, gommato per non fare troppo male. una cosa me la ricordo. che non ero solo, che eravamo tanti, giovani, con gli occhi illuminati e una rabbia in corpo da fare schifo, e ho letto giornali, e ho letto del cile, e di cuba, della jugoslavia, e degli stati uniti, e sono sceso in piazza un milione di volte. e non ero mai solo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;era un sentimento, una passione che in qualche modo cercava un richiamo per i governanti, e che ci univa per poter urlare a chi non c'era che era comunque coinvolto.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;oggi mi sveglio e cambia tutto. tutto è plastificato, si cancellano i simboli, si cancella la memoria che ha fatto la nostra storia, e bella ciao fa di nuovo paura, e i compagni non si riconoscono più. il rosso si era già sbiadito, stinto tra le poltrone. ed era difficile riconoscersi in esso. oggi il rosso non ha più un nome, non una collocazione, ma si ritrova in un incelofanato pacchettino rosa. sembra un regalo. è l'abominio della passione politica. uno scandalo metallico che porta un nome democratico.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;oggi sono ancora piccolo, m'innamoro di tutto e corro dietro ai cani. ma non credo a loro. alla finzione che oscura la voglia di un'idea.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;sono partito comunista, e non torno indietro. neanche per prendere la rincorsa.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+colpisco+un+po'+a+casaccio&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!576.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!576.entry</guid><pubDate>Mon, 15 Oct 2007 17:13:03 GMT</pubDate><slash:comments>5</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!576/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!576.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-10-15T17:13:03Z</dcterms:modified></item><item><title>il piccolo budda</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!557.entry</link><description>&lt;div&gt;come stai, caro il mio piccolo panciuto ometto arrogante? sei bravo, sì, ad aspettare lì, scomodamente seduto, che tutto il mondo si inchini alla tua sapienza. ti ho visto con quello sguardo da simpatica canaglia dispensare osservazioni, osservare dispersi inutili esseri che, con la violenza di un treno-merci, surriscaldavano le rotaie della loro vita, e tu lì a gettarci sopra poche gocce d'acqua per mostrar loro come fosse facile raffreddarle. chi ti credi d'essere, stolto inutile immobile oggetto odioso e indesiderato? smetti per un attimo, fermo in un movimento serio e non artificioso e scopri come è facile che il tuo castello di sabbia sia bagnato dalla più piccola onda. guardalo. non rimane di pietra, non è indistruttibile, non sa come difendersi. questo è vero. che un castello di sabbia è fragile come un'anima, e come un'anima non evapora. sta lì, e non scompare. sta lì. e invece di lasciarti trafiggere dall'immagine di ciò che si distrugge, disgiungi le gambe e genuflettitti per pregare per te, per riprendere in mano quella sabbia. e ricostruire.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;sei stato bravo, perchè nel tuo immenso sapere degli altri ti sei dimenticato di te. e quando un cero veneratorio ti brucia, non penserai più che c'è qualcuno che, come un idolo vorrebbe darti al vento. sarà più intimo, più impellente, sarà più fragile e forse anche meno artificioso. ma se qualcosa brucia, ti fa male. e finisce lì, senza andare oltre.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;piccolo budda, tremi anche tu? bene. vuol dire che ci sei. forse ti chiedi se è vero ciò che vedi, e lo rivedi come qualcosa che è già stato e non pensavi di rivedere più. ma occorre tenerezza. e rabbia. per non essere ciò che detesti, e occorre la brutalità del tuo essere vivo, con tutto ciò che questo comporta. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;perchè la brutalità è tua, e vuole essere per te, tutta per te. prendila, e questa brutalità sarà la tua compagna. la paura che fa è data dalla sua immonda bruttezza, ma se la prendi con te, se la prendi ovunque sia, ovunque ti proteggerà. perchè dalla brutalità che ti rivolgi contro potrai avere la vera misura del tuo essere uomo. per questo ti dedico queste parole.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=1&gt;Numerose immagini arruolate dalle idee &lt;br&gt;di un bel po' di fervidi pensieri &lt;br&gt;splendono di vita nuova e fanno gli altri me &lt;br&gt;in alterazione dei miei desideri &lt;br&gt;&lt;br&gt;dei miei piaceri dei miei valori &lt;br&gt;dei miei sorrisi e dei miei cattivi umori &lt;br&gt;dei miei difetti dei miei colori &lt;br&gt;dei miei misteri e dei miei disamori. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Chi mi credo d'essere? Non vale: &amp;quot;non lo so&amp;quot;... &lt;br&gt;c'è un fulgente immaginario da osservare. &lt;br&gt;Cercherò un riflesso iridescente e favoloso &lt;br&gt;che abbia luce da farmi brillare: &lt;br&gt;&lt;br&gt;un radioso mix di tutti &amp;quot;noi&amp;quot; &lt;br&gt;che combini un me ideale a &amp;quot;voi&amp;quot;; &lt;br&gt;un radioso mix per cui vivere &lt;br&gt;di riflesso, senza remore. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Una-centouno-centomila immagini di me. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Quale &amp;quot;realtà&amp;quot; può figurare &lt;br&gt;la combinazione magica ideale? &lt;br&gt;&lt;br&gt;Una-centouno-centomila immagini di me. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Una-centouno-centomila immagini di me. &lt;br&gt;sparpagliate fra di voi &lt;br&gt;Una-centouno-centomila immagini di me. &lt;br&gt;ma chi cazzo se ne frega poi?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+il+piccolo+budda&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!557.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!557.entry</guid><pubDate>Sun, 30 Sep 2007 11:26:06 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!557/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!557.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-09-30T11:26:06Z</dcterms:modified></item><item><title>delirio di un finale d'epoca</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!341.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:8.5pt;color:#444444;font-family:Verdana"&gt;perché è molto più facile di quel che sembra. e perché in fondo non sembra mai sufficientemente facile. perché quello che lasci alla fine sono solo mura, impastate di cemento, nemmeno della migliore razza, di quelle che ci devi mettere le mani e che non sai mai bene se quello che fai è giusto. e poi sono mura piene di buchi, solchi e tracce di quello che ci è stato appiccicato sopra. perché, come si conviene, occorre celebrare, e celebrare significa rendere qualcosa di passeggero un po’ più eterno. che alla fine non è che una cosa può essere un po’ eterna. o lo è non lo è. e credo fortemente che questa lo sia. non per il celebrare in sé, che perde senso e nei ricordi si trasforma in qualcosa di irreale. non per l’oggetto, che alla fine non è niente di troppo diverso da miliardi di altre cose simili e che assolvono la stessa funzione. non per un aulico concetto di cambiamento, che se vogliamo si può ottenere anche senza fare un metro. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8.5pt;color:#444444;font-family:Verdana"&gt;questa è una cosa eterna perché è esattamente e sostanzialmente un contenitore. e non ne esiste uno migliore. uno che ha visto quello che ha visto, uno che ha trattenuto le più grasse risate e le peggiori lacrime, che ha fermato il tempo quando volevi corresse dieci volte più forte, e che nel momento in cui avevi bisogno di un respiro per rifiatare, ti si palesava così, senza preavviso, dieci anni dopo.&lt;/span&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;span style="font-size:8.5pt;color:#444444;font-family:Verdana"&gt;e allora non c’è niente da celebrare, ma solo da ammirare la forza che questa cosa ha, e la lucidità di riconoscerla come un qualcosa di importante. e se solitamente ci si rende conto che qualcosa accade nell’attimo in cui accade, qui se ne può respirare ogni minimo splendore. lo splendore di assistere a un giro di vite, e senza rallentare troppo, come fosse un blues, si ricomincia. altrove, perché è musicale, con altri, perché è necessario, in un altro modo, perché se ne è capaci. e se ne ha voglia. non cessano le immagini, non si fermano gli odori, non sbiadisce alcun ricordo, dalla prima sigaretta all’ultimo sigaro. sullo stesso balcone, e, in mezzo, il mondo, con tutta la vita che comporta. e se ci sono state volte in cui il freddo è passato attraverso le pareti, se a volte i suoni erano così violenti che tutto tremava, se la luce è rimbalzata ovunque, risparmiando forse solo uno o due angoli che ancora oggi si difendono, se ci sono stati giorni che mai sarebbero dovuti esistere, e giorni che non sarebbero dovuti finire mai, forse è solo perchè in quei momenti si stava generando qualcosa di eterno. fatto però di sezioni che iniziano e finiscono. e qualcuno sostiene che la fine sia la più importante. forse perchè se si vive una fine, ma la si vive per davvero, ci sarà un inizio che non partirà da zero. e l'impatto è brutale, come di aver preso un abbaglio, che forse si sta facendo una cazzata, che alla fine, ma perchè proprio ora. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8.5pt;color:#444444;font-family:Verdana"&gt;è in quel momento che serve un specchio. un piccolo specchio, di quelli tondi, due lati, faccia normale-faccia grande, per poter dire che non serve specchio. è tutto in quell'aria, in quei buchi e quei solchi, uno per ogni piccola traccia che si poteva e si voleva lasciare. per questo finisce un'epoca. cambia il contenitore, inevitabilmente cambierà il contenuto. ma come ogni barile di olio extravergine, come ogni tanica di benzina, come ogni barattolo di nutella, qualcosa rimane, non va via.e come potrebbe? rocky dice che se vivi tanto tempo in un posto, tu sei quel posto. non è una gran citazione, lo so. ma... se fosse proprio così? se diventassimo una minuscola molecola che si insinua in uno spiraglio di intonaco e una spaccatura di maiolica. o se avvenisse il contrario. se noi diventassimo quel posto, il posto verrà con noi. che, diciamolo, il posto verrà con noi comunque. il posto è un piccolo, sottile, impercettibile pulviscolo, che pulsa. e pulsa tanto e tanto costantemente, che lo consideri una naturale disfunzione del tuo battito. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8.5pt;color:#444444;font-family:Verdana"&gt;fine di un'epoca. incredibile. finire un'epoca è un po' come tornare a casa con l'autobus e scendere insieme all'autista, nel parcheggio della rimessa. finire un'epoca fa paura. paura dela possibilità. possilità di uscire da lì e vedere cosa c'è fuori. sapere di non poter ritornare indietro, e sapere che dieci anni sono solo una parte. forse la parte più bella, più ricca, più entusiasta. come lo era stata la precedente e, come, con ogni probalità, lo diverrà la prossima. ma senza dubbio in maniera diversa. salutare è d'obbligo. salutare è un piacere. ricordare è commovente, ricordare è portare via con sè. tremare è freddo, tremare è emozionarsi. questo posto è mio. il mio posto è altrove. per ora.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+delirio+di+un+finale+d'epoca&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!341.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!341.entry</guid><pubDate>Thu, 31 May 2007 23:44:03 GMT</pubDate><slash:comments>7</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!341/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!341.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-06-01T10:03:13Z</dcterms:modified></item><item><title>standing ovation</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!299.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;div&gt;piccoli, piccolissimi attimi. e tutto cambia. cambia la tensione delle mani, cambia l'espressione del volto, cambia la luce negli occhi. quando dico tutto, intendo davvero molto. e questo diventa il miglior viatico, una carta d'identità, uno specchio, per quel sorriso e quella soddisfazione che si prova quando intorno a te potrebbe non esserci niente, e invece c'è tanto. c'è chi ti osserva e non capisce, c'è chi ti osserva e segue ogni microspostamento della tua più piccola e sottile falange, c'è chi ti osserva e basta, e non sa perchè lo fa ma è convinto che sia l'unica cosa sensata in quel momento. ed è in quel momento che senti il sangue in circolo, che pare un fiume, che scorre con violenza. che in realtà poi non lo senti, perchè sei stravolto dall'ipersensibilità, e da tutto quello che in quel momento hai la possibilità di sentire.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e già, perchè diventa un nutrimento compensatorio, diventa una forma di vita aliena che si impossessa di te, diventa una mano che stritola, fino a farla sanguinare, una mela, e tu sei la mano e sei anche la mela. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e allora non importa del resto. non importa di quello che fuori di lì va storto, non importa se fuori di lì non sei nessuno, se fuori di lì usi parole diverse, occhi e mani diversi, se fuori di lì non ti riconoscono la stessa forza. tu sei lì, e niente fa paura, se non la paura di non avere un petto abbastanza grande da contenere un cuore che sta scoppiando. e il fiato che pompa l'inverosimile e tu lo senti tutto, e sai che non andrà sprecato, che quel fiato ha una funzione vitale, che quel fiato ti connota per quello che sei. è il fiato che rinforza le tue ossa, tende i tuoi muscoli, carica la tua erezione, muove anche la più piccola impercettibile soddisfazione che provi verso l'esterno.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;il gusto. è questa la parola. il gusto di fare, di stare, di sfondare tutto. non c'è altro senso se non quello di avere gusto, di sentirlo, di impossessartene. e tu diventi il tuo stesso gusto. e sei solo quello, senza mediazioni, senza interpunzioni, senza null'altro che non sia tu.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;sono qui. questo dici da un rialzo di legno, a cinquanta centimetri dal suolo, come da una struttura di metallo a cinque metri.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e allora è giusto che sia così, è giusto che ci siano mani che si incontrano, e altri abbracci, e altri sorrisi. perchè vuol dire che tutto quel fiato, la tensione delle costole per frenare i polmoni, quel sudore, quei piccoli, piccolissimi attimi sono stati un pugno allo stomaco di chi li ha vissuti. e ti ha seguito. e non ha resistito. si è alzato in piedi ed ha applaudito, urlato, riso.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;questo la musica fa. e la mia standig ovation è per lei.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+standing+ovation&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!299.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!299.entry</guid><pubDate>Tue, 22 May 2007 22:16:11 GMT</pubDate><slash:comments>9</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!299/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!299.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-05-22T22:25:53Z</dcterms:modified></item><item><title>i muscoli e la memoria</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!217.entry</link><description>&lt;div&gt;suona la sveglia. mentre sei lì che lentamente cerchi di comprendere chi sei e perchè dovresti abbandonare morfeo e i suoi abbracci, c'è un movimento, il primo, che incondizionatamente fai coscientemente, per difenderti dal giorno che ti si para avanti. muovi il braccio con la determinazione di chi vuole annientare quella fonte di terribile realtà. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;è lì, in quel preciso istante che avverti l'esistenza di muscoli e ossa e tutto il tuo corpo parla. e, dalle fitte del bicipite e lo scricchilio dei dorsali, un fulmine ti fa ricordare il giorno prima. ti ha colto, ti ha sorpreso, e ti inonda il cervello di tutto ciò che in quel momento era distante. è la sensazione di nocicettori parlanti, veloci come saette, ti illuminano la memoria. e un piccolo lieve sorriso ti bea. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;quel movimento, tanto odiato quanto automatico, diventa il viatico di un nuovo modo di sentirsi. e rimane, rimane quello strano sentore, mentre sei distratto, e premi il dispenser del sapone, mentre allunghi il braccio per afferrare la cintura di sicurezza dell'auto, mentre sollevi il più banale dei fardelli d'acqua. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;è mentre non ci stai pensando che i muscoli diventano memoria. mentre sei distratto il corpo ti coglie di sorpresa.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;non di tutti i giorni, ma di qualcosa di diverso, di fuori dall'ordinario, diventa archivio l'insieme dei tuoi muscoli. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;quando hai preso una storta, quando hai battuto il gomito, quando hai girato per ore per i vicoli del centro, quando hai trovato l'ascensore rotto con la spesa del sabato al seguito, quando hai corso per arrivare puntuale ad un appuntamento a cui c'eri solo tu, quando hai preso a spalla il tuo amico ubriaco e lo hai trascinato fino a casa. non accade poi così spesso, ma quando accade i muscoli non sentono ragione. e tu li senti e ti ricordi tutto, un flash, l'istantanea del giorno prima. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;quando il tuo corpo è presente nelle azioni che fai, il giorno dopo ci penserà lui a ricordarti che qualcosa hai fatto. e senza sforzo tu lo ricorderai.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;i muscoli parlano così, senza identificazione, solo attivazione, e sta a te fare collegamenti. i muscoli sono spietati, non fanno distinzione, non segnano la distanza tra un incontro di boxe e una notte d'amore. sta a te collegare quello sforzo a uno dei due eventi. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;che se andiamo a vedere un po' più a fondo, hanno ragione loro. non c'è tanta differenza.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+i+muscoli+e+la+memoria&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!217.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!217.entry</guid><pubDate>Fri, 27 Apr 2007 17:12:34 GMT</pubDate><slash:comments>9</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!217/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!217.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-04-27T17:29:06Z</dcterms:modified></item><item><title>mors sua vita sua</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!166.entry</link><description>&lt;div&gt;&amp;quot;Ed è tutto il nostro Paese a tirare un sospiro di sollievo. Perché il sequestro del giornalista, tenuto in ostaggio dai telebani che fanno capo al mullah Dadullah, si è finalmente concluso in maniera positiva. Dopo due settimane di ansie, di speranze, ma anche di momenti tragici. Come l'uccisione dell'autista di Mastrogiacomo, sgozzato dai sequestratori con l'accusa di essere una spia. &amp;quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;sospiro di sollievo? in maniera positiva? forse mi sono perso un passaggio. forse ho sognato qualcosa che non c'è. forse ho capito male, quando si diceva che era stato sgozzato un uomo, dacapitato. forse non sono riuscito a cogliere il momento esatto in cui questo uomo ha perso, oltre alla testa, anche il suo nome, e, senza esagerare, un minimo di dignità, quella concessa a chi, senza sapere il perchè, rimane ucciso. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e se è vero, come cantava qualcuno, che quando si muore, si muore soli, allora è evidente che quando si vive, si cancella anche una morte.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;però mi chiedo se, senza togliere nulla alla gioia di qualcuno che si è salvato, non si riesce a respirare la sofferenza per chi invece non l'ha fatto, e, se gli è andata bene, adesso è tre metri sotto terra. senza togliere niente all'italia in festa, alle foto di baci e abbracci, ai sorrisi e ai complimenti di chi ce l'ha fatta, mi chiedo quanti, oggi, piangono qualcuno che non ha neanche più un nome.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;siamo patrioti, come sempre. e allora si fa festa, come è successo altrove. come succede ogni giorno.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;forse è davvero una questione di memoria. forse non tutti sanno che ogni giorno in quelle terre ed in altre terre ci sono persone che vengono liberate e persone che vengono sgozzate. e si svegliano dal torpore dei pomeriggi televisivi solo quando il nome che si sente suona familiare.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;daniele, giuliana, simona ecc ecc. sì, nomi che ci appartengono, quindi degni di nota.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e gli altri? e tutti gli altri?&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;questo orgoglio dov'è? il nazionalpopolare fa paura per questo, perchè genera pensiero unico, che ci dice quando è giusto e quando non è giusto stare in ansia, chi è perchè piangere, e se e quando una guerra, la stessa guerra, diventa utile o folle. è davvero possibile questo?&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;davvero può essere così? davvero i morti non si assomigliano? davvero le morti non devono essere sempre e comunque evitate o piante?&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;il bentornato è per il &lt;em&gt;nostro&lt;/em&gt; daniele, il benservito è per un autista, sperando che abbia ancora una famiglia che lo possa piangere.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+mors+sua+vita+sua&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!166.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!166.entry</guid><pubDate>Mon, 19 Mar 2007 23:18:30 GMT</pubDate><slash:comments>7</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!166/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!166.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-03-19T23:18:30Z</dcterms:modified></item><item><title>grazie</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!126.entry</link><description>&lt;div&gt;può capitare. può sembrare assurdo, ma esistono forme d'amore del tutto estranee a tutto ciò che normalmente si associa all'amore. e passano dritte nella pancia. si impara da esse a crescere e a difendersi dalle bastonate, si impara a sorridere e a ubriacarsi, ci si diverte, si ricorda come si era una volta e come non si vorrebbe essere, come non si sarebbe mai dovuti essere e purtroppo si è stati, e come questo abbia inevitabilmente influenzato la propria vita.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;non esiste più il giusto o sbagliato, non esiste bene o male, non esiste bianco o nero. la vera scoperta è che non esiste solo qualcosa, ma esiste tutto, e se tutto esiste, tutto si può fare, tutto può cambiare.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;questi tempi sono segnati dall'incertezza, e l'incertezza fa paura, scompiglia gli animi nobili di chi non ha tempo e voglia di far scalpore, non intende sporcarsi le mani, come banalmente si dice, non molla nemmeno per un secondo la piccola mattonella che è riuscito a conquistare, perchè potrebbe non ritrovarla più. e se l'uomo è lupo per gli uomini, lo è ancor di più per se stesso, perchè da solo è in grado di divorarsi il fegato e i polmoni, è in grado di legarsi mani e piedi, di imbavagliarsi, di decomporsi lentamente sopra la sua mattonella.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;perchè questo credo, che l'uomo è capace di qualunque follia, tranne che della follia in sè. perchè per essere folli occorre cuore, occorre stomaco, occorrono palle, occorrono tutti gli organi che si hanno, perchè è il corpo che fa la differenza. il corpo sente tutto, la testa imbroglia, e allora per rimanere a sentire se stessi serve rimanere a sentire il proprio corpo, le urla che lancia, i battiti, i muscoli che si contraggono.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;così si sente l'odio, ogni forma d'odio, e si sente l'amore, ogni forma d'amore. e se accade, se qualcosa cambia, se si abbandona la mattonella per qualcosa che non si sa cos'è, allora comincia la vita. e si sotituiscono gli &amp;quot;scusa&amp;quot; con i &amp;quot;grazie&amp;quot;, perchè quando chiediamo scusa riteniamo di aver tolto qualcosa, quando ringraziamo, stiamo assorbendo, abbiamo preso, ma preso per davvero, senza paura pur avendo paura, perchè un grazie è un rischio, ma senza rischio si diventa carne putrefatta e serena. ma non è la serenità ciò a cui ha senso ambire, ma la felicità, la tensione verso essa, che ti porta oltremodo fuori strada, e puoi così finalmente conoscere altre vie. e altre persone. e se le prendi, se le fai tue, se ne ingurgiti gli insegnamenti e tutto ciò che ti possono dare senza distinzione, riuscirai a dire grazie anche ad un uragano. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e io il mio l'ho ringraziato oggi.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+grazie&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!126.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!126.entry</guid><pubDate>Wed, 21 Feb 2007 00:31:22 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!126/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!126.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-02-21T12:00:43Z</dcterms:modified></item><item><title>la linea gotica (?)</title><link>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!123.entry</link><description>&lt;div&gt;in questi giorni hanno fatto scalpore le notizie sulle nuove br che crescevano e si moltiplicavano nel nord d'italia. fa sempre effetto immaginare gruppi di giovani e meno giovani che si riuniscono per sovvertire l'ordine sociale, fa sempre effetto la lotta armata, anche se appare un po' fuori moda. si sa, i telefonini, le videochiamate, il campionato e i suoi scandali, i reality. come può esistere chi non si accontenta di questo e cerca di cambiare in qualche modo (ho davvero scritto &amp;quot;in qualche modo&amp;quot;? sono forse pazzo?) le cose. se ci penso, negli anni della lotta seria, quella dei fascisti e dei comunisti nelle scuole, nelle università e compagnia bella, non c'era gran che da fare. quindi si poteva tollerare.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;poi sono arrivati gli ottanta (benedetti ottanta!) e tutti i lustrini coprivano alcuni pensieri. ci si stupiva. si giocava a pallone, con le pietre si facevano le porte. e in porta si stava a turno. o al limite ci stava chi si era comprato i guanti uguali a quelli di tacconi o di zenga. me li ricordo i pomeriggi foggiani, sudati e col fiatone, a correre in venti dietro al tango, o, quando eravamo fortunati, al cartone pressato. puntualmente sgonfio, puntualmente lo si andava a gonfiare dal capocondomino, che aveva il mitico compressore. e c'era quello che era forte ai rigori, e c'era quello che andava alla scuola-calcio, e c'era quello che veniva deriso per presunte attività poco onorevoli della propria madre, e c'era quello che era meglio del fratello più grande, e c'era quello che era meglio del fratello più piccolo, e c'era &lt;em&gt;capa di boccia&lt;/em&gt;, e c'era &lt;em&gt;gamba di legno&lt;/em&gt;, e c'era &lt;em&gt;zucurimba&lt;/em&gt;, e c'era &lt;em&gt;lo zacquarone&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;poi qualcosa si è fermato. qualcosa è cambiato. si è scelto il liceo classico, l'industriale, il ragioneria. erano gli anni novanta. e quando si arriva a quell'età, scegli. la linea gotica è anche quella. da una parte c'è la vita dei giusti, delle non domande, dell'inutilità delle risposte. e dall'altra c'è un fermento, c'è una voglia di capire perchè alcune cose non vanno. perchè esiste l'ingiustizia degli uomini. e la si vuol combattere. che sia destra o sinistra, che sia fronte o collettivo. si vuole cambiare il mondo, ma lo si vuole anche conoscere, e ci si incontra, e si dicono minchiate, ma anche cose che un giorno si sarebbero avverate, cose che vivo oggi. e di quelli del pallone sotto casa forse uno solo ho ritrovato in queste nuove stanze, con forti idee e chiara voce. e sebbene non fosse tra i migliori terzini, non era stupido. anzi, quasi mi stupì trovarlo in quel gruppo. avere un'idea e volere farla girare non è da tutti. a foggia meno che mai. ma lì lo facevamo, ci piaceva e ci credevamo. e forse ci crediamo ancora.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;cambio di decennio: non più bimbi che scelgono grazie all'aiuto dei grandi, ma ragazzi che cominciano a essere sul serio in discussione con loro stessi. e quelli dei pomeriggi in sei metri quadri  al collettivo si devono muovere. e così ancora nuove strade, nuove divisioni, nuove decisioni. le idee sono le stesse, ma c'è chi si butta nei partiti, chi continua imperterrito nel piccolo partito, chi scappa, chi si associa, chi lavora nel sociale. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e chi viene arrestato.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt; mi inquieta. questo sì, ma se mi chiedo chi ha ragione. se mi chiedo chi ha coraggio. se mi chiedo chi ha paura. se mi chiedo chi ha coerenza. la risposta è sempre la stessa. la verità è che sicuramente cresciamo, e cambiamo, e scegliamo. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;ma la linea gotica che ho visto quindici anni fa... be', quella è sempre la stessa.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-1737345680601508866&amp;page=RSS%3a+la+linea+gotica+(%3f)&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=malastrada.spaces.live.com&amp;amp;GT1=malastrada"&gt;</description><comments>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!123.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!123.entry</guid><pubDate>Thu, 15 Feb 2007 18:07:29 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://malastrada.spaces.live.com/blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!123/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://malastrada.spaces.live.com/Blog/cns!E7E3B54EEFB013FE!123.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-02-21T11:51:33Z</dcterms:modified></item></channel></rss>