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il fratello greemEro... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette!
September 03 gli effetti del caro-benzinail sudore è stato spasmodico. quasi un fiume, che dall'appia antica portava fino a via di acqua donzella. la sofferenza inizia da qui, insieme al pensiero del motorello abbandonato in vie ignote. e da qui c'è stato un motorino in prestito per chiudere le pratiche e aprire le ferie, c'è stato un poderoso camminare tra poderosi culi (ne mancava solo uno) che ti insegnavano che gli anni settanta fanno revival sia nel duemilaotto sia dove si sono fermati agli anni ottanta. ci sono stati una marea di piselli e nemmeno una tetta nell'acqua a 38°, e tante tette ma tutte pericolose per via di strani signori fumatori di sigari, e si è potuto fumare poco perchè se gli altri mangiano, gli altri si incazzano se fumi loro in faccia. il sudore è proseguito anche quando ci si rifocillava alla fonte della vita gellert, perchè il nazista con la pistola alla tempia ci intimava di continuare a camminare, inducendoci ad immaginare frotte di autobus e tram senza che potessimo servircene. e così si è potuto scoprire che il latinoamericano fa schifo anche nell'est europa, e anche lì è un ricettacolo di gonnelle, toppini, treccine sudate e rum di scarsa qualità. e tante, tante fighe. c'è inoltre la fatica di un fiume che non è il tevere ma è cinque volte il tevere e di un'isola che non è l'isola tiberina ma che è cinquanta volte l'isola tiberina, e l'isola margherita e il ponte delle catene come traguardo di qualcosa che non era ben chiaro e, devo dire, non è chiaro ancora oggi, tranne che per l'emozione di vivere un qualcosa a metà tra the blair witch project e un film di vanzina. e poi finalmente si chiudono le gestalt, e mattia non potevo immaginare di rivederlo così presto, e neanche di scoprire come una città possa essere diversa di giorno e di notte. e di giorno si suda e di notte neanche un po', anche se sarebbe stato meglio il contrario e per varie ragioni. poi c'è pure il sole del sud, c'è pure il lido che ha dato i natali al friol, c'è un paese in lucania per risuscitare la vita e ammazzare la noia (sì, in lucania, mica las vegas). c'è un i-pod e vari libri, c'è la scoperta dell'intimismo spinto che un giorno darà dei frutti. e poi c'è il rientro, e il sudore non è più stato il camminare ma lo stare fermo, nell'umile abitacolo grigio metallizzato e i 38° erano in aria e non in acqua. e in tutto questo c'era un unico pensiero. il piccolo mal curato motorello agonizzante. fino a quando, dopo aver triturato i coglioni con martellante ripetitiva pazienza da rilegatore di sacre bibbie del trecento a tutti i parenti, amici e conoscenti, e pure a qualche pover uomo al semaforo mentre ti lavava i vetri, sottolineando l'urgenza di riparare il tutto prima del ritorno a un caos degno di questo nome, finalmente ce la fai a portarlo, sempre con sudore e spalle strette, al meccanico che già sai che ti inculerà. perchè i meccanici per antonomasia sono ladri e mendaci. ma ci sono volte in cui la menzogna sarebbe stata salvezza per autostima e dignità. e invece... l'amara, maledetta, infame e terribilmente offensiva verità.
la telefonata che ti dice: non era il carburatore. eri rimasto senza benzina. fanno 50 euri.
...'fanculo. August 18 sulla bramosia"una vita è troppo poco. una vita sola non mi basta. se conti bene non sono neanche tanti giorni. troppe cose da fare, troppe idee. sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? ...perché penso che è passato un altro giorno. dopo mi commuovo, perché penso che sono solo. un puntino nell'universo. i tramonti mi piacerebbe vederli con mia madre, e con una donna che amo, magari. invece le notti mi piacerebbe passarle da solo, o con una bella troia, che è meglio che da solo." (mediterraneo) July 20 rosicare può far bene (qualcuno sa perchè)nel luglio del 1987 michela di luino mi chiese un bacio per salutare l'estate che ci aveva visti fremere all'ombra delle scalinate bianche del gargano solo con la fantasia durante le corse e il nascondino estivo e che per la prima volta mi definiva strutturalmente come appartenente ad un genere specifico senza soluzione di continuità dalla prepubertà all'ultima eccezionale scopata. avevo dieci anni ma, nonostante il tremore delle mie esili ginocchia da cerbiatto del sud senza l'attuale panza e senza lasciarmi cogliere dal più che sensato senso di inadeguatezza in cui incappare per la nuova sensazione mai provata prima, acconsentii a sperimentare quello che si prova a poggiare lo strumento con il quale da sempre ti sei nutrito e hai comunicato su un altro strumento simile. il tutto per scoprire che l'umidiccia componente del tuo viso si trasforma così in strumento di nuovo nutrimento e nuova comunicazione. in effetti non può definirsi primo bacio (venivano a mancare componenti essenziali per tale definizione che avrei scoperto pochi anni più tardi) ma la reazione di michela fu assolutamente positiva, con un entusiasmo mostrato che supera in alcuni casi di gran lunga alcune reazioni di fronte alle quali mi sono trovato in anni di maturità sessuale (con mio sommo detrimento interiore). questo entusiasmo è bastato a strutturare in me l'idea che il bacio è fuor di dubbio un'arma di mia competenza, forse la migliore arma in mio possesso (continua il detrimento) e ogni volta che ho potuto l'ho usata a mio pro, senza paura, senza tremore anche negli anni della panza. c'era la luce buona delle stelle e una quantità infinita di coca-cola nella sala condominiale del 1990 di fronte al box di mimmo. c'era l'occupazione e lorenzo zecchino alla chitarra nel '93 nei corridoi di un quasi deserto liceo classico e nelle scale che portavano a un secondo piano abbandonato colmo di banchi in disuso. c'era la chitarra anche sulle rive adriatiche abruzzesi del '94 durante i primi cenni di revival degli anni settanta quando ancora non avevo capito che avrei preferito nascere vent'anni prima. ho visto sudori, sorrisi, lacrime sulle fredde panchine di un circolare giardino foggiano. ho visto il senso del pudore sulla faccia della suora che entrava improvvisamente nello scompartimento dell'espresso (ormai soppresso) foggia - roma delle 09.15 del 1998. questa arma è stata l'inizio e la fine di intrecci increspati e linearità relazionali. e mai - dico mai - nessuna aveva avuto qualcosa da eccepire.
doveva esistere l'anno 2008 nella storia del mondo per avere una dissidente.
a lei auguro dal più profondo del mio animo, passando per la bocca, il più esteso, pustoloso, incrostato, antiestetico e antierotico herpes. that's all. June 12 (lunghe) conversazionic.d.c (compagna di chat) scrive - ascolti i baustelle???? incredibbbole greem scrive – vabbè, non è che si entra così nella vita privata delle persone c.d.c (compagna di chat) scrive - rifacciamo? Toc toc… si può? 'nasera greem scrive – salve! cos'è quella faccia c.d.c (compagna di chat) scrive - la faccia della tristezza (diapositiva di una lamentosa c.d.c.) c.d.c (compagna di chat) scrive - e niente... che dobbiamo fare? che poi mi devi portare le arance in galera e non mi va perchè le arance non mi piacciono molto però, se mi porti le ciliegie... greem scrive – vabbè manco a me piacciono i baustelle ma li ascolto uguale c.d.c (compagna di chat) scrive - qual è la connessione tra arance e baustelle? o tra baustelle e una condanna per omicidio? cacchio… ecco greem scrive – vabbè, allora uccidi con i baustelle c.d.c (compagna di chat) scrive - preferisco rachmaninov greem scrive – hihihihihihi c.d.c (compagna di chat) scrive - sei cattivo! [ride come una scema] c.d.c (compagna di chat) scrive - ma sei a casa o al lavoro? greem scrive – casa ma al lavoro c.d.c (compagna di chat) scrive - nel senso che ti sei portato il lavoro a casa, si? (dimmi di si) greem scrive – non sono io quello che dorme al lavoro c.d.c (compagna di chat) scrive - povelo lui... greem scrive – … c.d.c (compagna di chat) scrive - stai ballando? greem scrive – sto ridendo del tuo bramato c.d.c (compagna di chat) scrive - e perchè? greem scrive – no, niente [bieca modalità curiositàttivante] c.d.c (compagna di chat) scrive – noooooooooooo maledetto parla! non si fa così con una scimmia urlatrice! e dai....dicimi qualche cosa… ti prego… io...io...io... fono la prefidenteffa del tuo fans club... me lo devi! greem scrive – posso riportare sul mio blog solo l'ultima frase di questa conversazione? c.d.c (compagna di chat) scrive - va bene greem scrive – mitico!!! c.d.c (compagna di chat) scrive - si,ma.... e dimmi!!! sei un maledetto!!!!! greem scrive – … uff… sempre lì a lacrimare… va bene. te lo dico… o no? non lo so… c.d.c (compagna di chat) scrive – eddai! ti pregoooooooooooooooooooooo greem scrive – … ok… devi saper che negli ultimi tempi qualcosa è cambiato. il padrone di casa di colui che per mantenerne segreta l’identità chiameremo alfredino sentì dire che nella zona in cui vive alfredino ci sarebbe presto una supervalutazione degli immobili. per questa ragione comunicò ai suoi inquilini l’intenzione di vendere la casa. in quel momento l'alfredino si rese conto di dover prendere una decisione: scegliere tra l'offerta del suo coinquilino di andare a vivere con lui e la sua donna, il tutto in cambio della gestione domestica (lavatura, asciugatura, stiratura) supervisionata però dalla padrona di casa ossessivo-compulsiva. oppure rendersi autonomo. non sentendosi pronto per affrontare gli sbrocchi quotidiani della sua possibile futura coinquilina nonché supervisionatrice e non volendo… SOPRATTUTTO… fare un torto alla donna che brama, che avrebbe potuto avere da ridire nel vedere il suo uomo condividere lo stesso tetto con una donna ignota alla detta bramata l'alfredino sceglie l'autonomia. acquista a prezzo esorbitante la casa dove vive perchè sa che un giorno qualcuno avrebbe scritto qualcosa su internet al riguardo e oggi si ritrova a dover sostenere un mutuo di 3500€ al mese per 25 anni. così, mentre di giorno è l'affermato professionista che tutti conosciamo di notte diventa… CONSUELO MARIA! [che i clienti per comodità chiamano LOMARA] in questo modo riesce a far fronte alle spese ma sta meditando seriamente di diventare un supereroe stipendiato dal comune di roma, tipo batman, solo che la polizia di romancity utilizzerà un faro che riflette nel cielo un rasoio al posto del pipistrello, non solo in onore della sua pelata, ma in ricordo di quando, per guadagnare due lire in più, si depilava COMPLETAMENTE per la gioia dell'avv. Tampironi, affezionato cliente, e di quelli che meglio lo ringraziavano a suon di mancette. fine. c.d.c (compagna di chat) scrive - povelo... greem scrive – vabbè… se devi piangere ogni volta… c.d.c (compagna di chat) scrive – … … … quindi tutte le case che ha visto durante l'anno... tempo perso và! mi raccontava degli agenti immobiliari che erano più scazzati di lui… tanto sapevano che non avrebbe mai comprato… greem scrive – non erano agenti immobiliari…
greem scrive – sì, penso che questa conversazione diventerà un post… mi serve solo un finale in stile. che dici? c.d.c (compagna di chat) scrive – spè… l'uomo che mi brama mi sta trillando… June 02 certezze...se rinasco voglio essere una femmina bisex. così potrei masturbarmi pensando al doppio delle persone a cui penso quando mi masturbo oggi.
[con alfio, crest super, oettinger super 8.9 e tanto, tanto pampero especial]
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blog spot (ovvero ciò che incontro e avidamente prendo)
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